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Auguri papà!

Menù #55

Il 19 marzo è la giornata dedicata a tutti quei papà che a volte ci fanno sorridere e a volte ci fanno arrabbiare, a volte ci stringono la mano e a volte la lasciano, invitandoci a camminare da soli. Un percorso di film davvero squisiti è quello che vi proponiamo e che vi invitiamo a guardare (o riguardare) mettendovi nei panni di ogni papà, in qualsiasi forma si presenti!


Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton, Lee Unkrich, 2003 → P1852

Apprensivo fino allo sfinimento ma disposto a tutti pur di ritrovare Nemo, suo figlio, un piccolo pesce pagliaccio con una pinna atrofica, catturato e rinchiuso in un acquario a Sydney. Stiamo parlando di Marlin, un papà che mette da parte le sue paure e paranoie, capace di far sorridere e commuovere. Il mondo sottomarino, tra meduse, testuggini, squali in riabilitazione e gabbiani, fa da scenario a un avvincente road-movie subacqueo, esilarante e ritmato. Oscar come miglior film d’animazione.

Il libro della giungla di Wolfgang Reitherman, 1968 → P1086

Saggia, riflessiva, pragmatica: la pantera Bagheera prende sotto la sua protezione il “ragazzo selvaggio” Mowgli, insidiato dai tanti pericoli della giungla, e insieme col simpatico orso Baloo, lo aiuterà a trovare il suo posto in un villaggio di umani. Un papà speciale, dunque, è quello che fa brillare questo lungometraggio di culto, ispirato dalle avventure raccontate nell’omonimo romanzo di Rudyard Kipling. Tante chicche: l’ipnotico Kaa, il re scimpanzé Luigi, le divertenti sequenze musicali e tanto altro da scoprire e riscoprire ancora una volta!

Il monello di Charlie Chaplin, 1921 → D0134

Uno dei papà più teneri di sempre è il vagabondo col cappello a bombetta che prende con sé un neonato abbandonato dalla madre. Cinque anni dopo, i due formano una coppia inossidabile che vive di furbi espedienti. Ma la madre, ora diventata una celebre cantante lirica, pentita del suo gesto, è sulle tracce del bambino. Ricco di scene irresistibili, il film mescola risate e lacrime, scene oniriche e fantasticherie, e svela come l’amore tra padre e figlio sia qualcosa che esiste anche senza il vincolo di sangue!

Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg, 1989 → P0417

Stravagante, esuberante e forse un po’ svitato: è il papà di Indiana che questa volta, nel terzo capitolo della saga, è impegnato su incarico di un collezionista di condurre le ricerche del Sacro Graal, il leggendario calice di Cristo nell’Ultima Cena. Padre e figlio si ritrovano proprio sulle tracce del preziosissimo oggetto e non perdono occasione per abbandonarsi alle schermaglie e tentare una riconciliazione. Sean Connery è un papà magnifico in questa storia complessa e travolgente che si svolge tra Venezia, Petra e i deserti americani.

L’illusionista di Sylvain Chomet, 2011 → D0169

Non è il suo vero papà, ma cerca a modo suo di esserlo riservando a una ingenua ragazzina quell’affetto che nulla chiede in cambio: un illusionista ormai anziano non riesce più a sorprendere il pubblico in cerca di altre e più moderne forme di spettacolo ma trova negli occhi puri della giovane l’attenzione e la curiosità che scaldano il cuore. Tratto da una sceneggiatura dell’artista e regista Jacques Tati, L’illusionista è un film muto dove i sentimenti la fanno da padrone e dove al candore e alla morbidezza della campagna si contrappongono il grigiume e la spigolosità della città. Il film è bellissimo e delicato.

Hotel Transilvania di Genndy Tartakovsky, 2012 → D3144

Potrebbe andare a braccetto con Marlin, il Conte Dracula, qui impegnato a gestire un hotel per mostri e alle prese con la diciottenne Mavis che non vede l’ora di spiegare le sue ali. Tutto ha inizio quando il suo cuore inizia a palpitare per l’arrivo di un giovane e simpatico vagabondo di nome Jonathan. L’horror in senso comico è una delle cose più belle di questo e dei successivi film della saga con protagoniste le creature più bizzarre del mondo dell’impossibile! Lasciare che si svuoti il nido non è cosa semplice per Dracula e dovrà superare tanti pregiudizi prima di riuscire a sorridere per la trasformazione della sua bambina in una piccola grande donna.

La vita è bella di Roberto Benigni, 2000 → D2690

Buffo e incredibilmente tenero è papà Guido che col sopraggiungere della Seconda guerra mondiale si trova internato insieme alla moglie e al figlio Giosuè. In questa fiaba tra le migliori del nostro cinema, Guido tenta di camuffare l’orrore di una disumana esperienza facendola passare come un gioco, riservando scena dopo scena più sorrisi teneri che lacrime. 3 premi Oscar, 8 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, 1 César per il miglior film straniero, il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e tanto altro ancora, fanno di questo film un capolavoro da rivedere per capire ed emozionarsi.
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