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Sirāt

Óliver Laxe / Spagna, Francia, 2025, 115’ / versione originale in spagnolo e francese s/t italiano
con Sergi López, Brúno Nuñez, Stefania Gadda, Joshua Liam Henderson

Ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Mercoledì 21 gennaio la proiezione delle ore 20:45 si arricchisce di uno speciale live streaming con il regista Oliver Laxe e l’attore Sergi López, collegati da remoto per incontrare il pubblico in sala.
L’incontro sarà moderato dal giornalista Mattia Carzaniga (Rolling Stone)

Un uomo in cerca della figlia scomparsa raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio.
Quando i due si uniscono a un gruppo di raver diretto a un’altra misteriosa festa, la loro ricerca si trasforma in un’odissea inimmaginabile.
Vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e film scelto dalla Spagna come candidato a Miglior Film Internazionale alla 98a edizione degli Oscar®, SIRĀT è un viaggio viscerale che mette alla prova i limiti fisici e psicologici dell’essere umano.

Il significato comune della parola “Sirāt”, ossia “percorso” o
“sentiero”, mi affascina molto. Si tratta di un percorso che ha due dimensioni: quella fisica e quella metafisica (o spirituale). Sirātè il percorso interiore che ci spinge a morire prima della morte, come accade al protagonista di questo film.
Inoltre, è il nome dato al ponte che, il mito narra, connette l’inferno al paradiso.
(Óliver Laxe)

Molti di noi si chiedono se, in quanto individui e in quanto società, siamo davvero capaci di cambiare, di non ripetere all’infinito gli stessi errori.
La risposta è tutt’altro che ovvia.
I tempi in cui viviamo sono destabilizzanti. Nonostante tutte le nostre migliori intenzioni, nonostante le imposizioni date dal contesto in cui viviamo, cambiare rotta è incredibilmente difficile.
Eppure, nelle esperienze di prossimità alla morte, qualcosa al nostro interno sembra schiudersi. In quei momenti, la trasformazione diventa possibile. Una trasformazione in positivo. Si tratta di situazioni di un’autenticità radicale, in cui la vita ci afferra e ci chiede di definire la nostra identità prima di gettarci in un abisso da cui sembra non esserci
alcun riparo. La vita ci impone di chiudere gli occhi e attraversare un campo minato.
In momenti del genere, sono convinto che gli esseri umani possano dare il meglio di sé, una forza che fonda le sue radici nell’istinto di sopravvivenza, così come nella nostra vera essenza.
(Óliver Laxe)

Rassegne

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