R-Esistere – Il cinema iraniano contemporaneo come atto di resistenza
In apertura della cerimonia degli European Film Awards, Jafar Panahi ha pronunciato un appello durissimo contro il regime e il sangue versato in Iran, affermando senza compromessi il legame tra cinema e responsabilità civile:
«Nelle ultime due settimane l’Iran è entrato in uno dei momenti storici più cruciali e decisivi della sua storia. […] Se siamo delusi dai politici, almeno noi non restiamo in silenzio. Perché il silenzio, in tempi di crimine, non è neutralità: è diventare simili all’oscurità. Perciò non restiamo in silenzio».
Un’occasione, per La Cappella Underground, per spalancare nuovamente le porte dell’Ariston al cinema iraniano e riscoprire una delle filmografie più vitali e importanti del nostro tempo. Un vero e proprio cinema di resistenza, capace di muoversi fuori e soprattutto contro le maglie strettissime di un regime apertamente ostile, in cui per molti autori il gesto stesso di “fare cinema” è diventato una necessità umana, politica e sociale, da perseguire nonostante tutto, anche a rischio della propria vita.
Il programma attraversa opere recenti e fondamentali, firmate da alcuni dei nomi più significativi del cinema iraniano contemporaneo: film che raccontano la violenza del potere, l’assurdo della repressione, ma anche la complessità morale degli individui, trasformando il linguaggio cinematografico in uno spazio di libertà e testimonianza.
Calendario proiezioni
Da giovedì 22 gennaio 2026 – date e orari aggiornati online
Divine Comedy
Prima visione
(Komedie elahi) di Ali Asgari / Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia, 2025, 98’
Un uomo comune si trova coinvolto in una spirale kafkiana di eventi dopo un gesto apparentemente insignificante. Attraverso una narrazione tesa e surreale, Ali Asgari mette in scena un sistema di controllo soffocante, in cui burocrazia, morale e violenza istituzionale si fondono, trasformando l’esistenza quotidiana in un percorso a ostacoli senza uscita. Un’opera che mescola ironia nera e dramma civile, interrogando il concetto stesso di colpa e responsabilità.
Lunedì 26 gennaio 2026 – ore 18.45
Un semplice incidente
(Yak taṣādof-e sāde) di Jafar Panahi / Iran, Francia, Lussemburgo, 2025, 102’
Un piccolo incidente stradale diventa il punto di partenza per un racconto stratificato, in cui casualità e destino si intrecciano rivelando fratture profonde nella società iraniana. Con il suo stile essenziale e rigoroso, Panahi costruisce un film che riflette sulla giustizia, sulla memoria e sull’impossibilità di rimanere neutrali di fronte all’ingiustizia, trasformando l’ordinario in una potente metafora politica.
Venerdì 30 gennaio 2026 – ore 21.00
Kafka a Teheran
(Āyehā-ye zamini) di Ali Asgari e Alireza Khatami
Iran, 2023, 77’
Nove episodi, nove situazioni assurde e oppressive, tutte ambientate in un presente riconoscibilissimo. I protagonisti si muovono in un universo dominato da regole incomprensibili, divieti arbitrari e autorità invisibili. Un ritratto corale e grottesco dell’Iran contemporaneo, in cui il riferimento a Kafka diventa chiave di lettura per raccontare l’alienazione e la violenza silenziosa del potere.
Mercoledì 04 febbraio 2026 – ore 19.00
Radiograph of a Family
di Firouzeh Khosrovani / Norvegia, Iran, Svizzera, 2020, 80’
Un documentario intimo e profondamente politico che, attraverso fotografie di famiglia, filmati d’archivio e ricostruzioni visive, racconta la storia di una famiglia iraniana segnata dalla Rivoluzione islamica. Il passaggio da una società laica a una teocratica emerge come frattura privata e collettiva, offrendo uno sguardo potente sul rapporto tra ideologia, affetti e identità.
Venerdì 06 febbraio 2026 – ore 18.00
Il seme del fico sacro
(Dane-ye anjir-e ma’abed) di Mohammad Rasoulof / Francia, Germania, Iran, 2024, 167’
Un magistrato fedele al regime si trova progressivamente intrappolato in una rete di paura, sospetto e violenza che invade anche la sua vita familiare. Rasoulof firma un’opera monumentale e durissima, che mette a nudo i meccanismi della repressione e il prezzo umano del potere, trasformando il dramma domestico in un atto d’accusa politico di straordinaria forza.
Martedì 10 febbraio 2026 – ore 20.45
Un eroe
(Ghahreman) di Asghar Farhadi / Iran, Francia, 2021, 128’
Durante un breve permesso dal carcere, un uomo tenta di riscattare la propria immagine pubblica compiendo un gesto apparentemente altruista. Ma ciò che nasce come atto di onestà si trasforma rapidamente in una complessa questione morale. Farhadi costruisce un racconto sottile e ambiguo, che mette in discussione il concetto di eroismo in una società schiacciata dalle convenzioni sociali e mediatiche.
Tutti i film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano.
Ingresso unico: 6 euro (prima visione esclusa).