Damiano Michieletto introduce al Cinema Ariston il suo Primavera
Al Cinema Ariston l’anno nuovo si apre con il film Primavera di Damiano Michieletto, in calendario dal 1° gennaio. Liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009), è la prima opera cinematografica di Michieletto, riconosciuto come uno tra i più visionari e rivoluzionari registi di opera lirica, in Italia e nel mondo: e il pubblico dell’Ariston avrà l’occasione eccezionale di incontrare il regista alla proiezione di lunedì 5 gennaio alle ore 18:15.
Ambientato nella Venezia di inizio Settecento all’Ospedale della Pietà, istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica, il film ha per protagonista Cecilia (Tecla Insolia), talentuosa giovane musicista, e il suo rapporto artistico con il nuovo insegnante di violino Antonio Vivaldi (Michele Riondino). Il film sarà proiettato all’Ariston nella copia internazionale in italiano con sottotitoli in inglese.
Damiano Michieletto (Venezia, 1975), sempre al centro dell’interesse della stampa, oggi è certamente riconosciuto come uno tra i più visionari e rivoluzionari registi di opera lirica, in Italia e nel mondo. Tante le opere liriche che ha diretto, collaborando con i maggiori palchi italiani e internazionali: dal Teatro alla Scala di Milano alla Royal Opera House di Londra, dal Teatro La Fenice di Venezia, alla Staatsoper di Berlino, all’Opera di Parigi. Le sue produzioni hanno ricevuto molti premi come il Laurence Olivier Award, l’Irish Time Award, il premio russo Casta Diva, il Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana, l’Österreichischer Musiktheaterpreis, il Reumert Prize, il Melbourne Green Room Award. É direttore artistico dell’edizione 2025 del Caracalla Festival, dove firma anche la regia dello spettacolo West Side Story. Primavera è il suo esordio alla regia cinematografica.
Nell’affrontare Primavera, il mio primo film di finzione – scrive il regista Michieletto – mi è risultato subito evidente come il mio mondo espressivo non possa prescindere dalla musica, della cui capacità narrativa e emozionale si è nutrito per vent’anni il mio lavoro nella regia d’opera. In questo senso Stabat Mater, il romanzo di Tiziano Scarpa, da cui è liberamente tratto questo film, racchiudeva in sé molti temi a me cari, due su tutti: la musica intesa come forza generatrice e sovvertitrice dell’esistenza, dall’altro Venezia, la mia città d’adozione (…). Primavera racconta dell’incontro e del risveglio di due anime dopo un lungo inverno: quella della giovane e talentuosa violinista Cecilia, orfana in cerca di una propria identità, e quella di Antonio Vivaldi, un uomo travolto dal proprio furore creativo ma anche infragilito dal bisogno costante di veder riconosciuto il proprio talento. Cecilia vive da sempre alla Pietà, un’istituzione che a Venezia accoglieva e istruiva orfani e orfane.
(…) Quando entra alla Pietà, come maestro di violino e di concerti, Antonio Vivaldi è un uomo solo, provato da una malattia che ne ha limitato l’esistenza fin dall’infanzia ma è soprattutto un musicista, in cerca di affermazione. Coltiva dentro di sé una fantasia furiosa, un’immaginazione travolgente che si traduce in una musica emotiva, mai sentita prima, una musica inquieta e malinconica, forsennata e ardente. I colori di Vivaldi invadono, ben presto, le musiciste della Pietà e rivelano il talento straordinario di Cecilia. La liberano dal dolore di un passato che non conoscerà mai proiettandola verso un orizzonte che va oltre la musica, oltre il suo violino.