Gli spostati
The Misfits
di John Huston / USA 1961, 124′
con Marilyn Monroe, Clark Gable, Montgomery Clift, Eli Wallach, Estelle Winwood
Ariston Sunday Mornings: Marilyn 100
Versione originale sottotitolata in italiano
Ingresso unico ridotto 6,oo€
Promo ingresso proiezione + colazione [caffé + dolce] MUG – 10,oo€
acquistabile solo alle casse del cinema
In un’atmosfera crepuscolare nel Nevada, la bellissima e sensibile Roslyn, appena divorziata, incontra due cowboy moderni e un meccanico vedovo. Insieme partono per una caccia ai mustang selvaggi nel deserto. Quella che inizia come una fuga verso la libertà si trasforma in un amaro scontro psicologico, dove la fragilità di Roslyn mette a nudo la solitudine e il declino di un mondo maschile al tramonto. Testamento cinematografico di Marilyn Monroe e Clark Gable.
Si ucciderebbero cosi anche i cavalli, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppo simbolico, troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada, troppe anime scorticate, troppo retorico, troppo listato a lutto (ultimo film per Monroe e Gable). Però cosi bello e commovente, se si ha un certo gusto per il mood lugubre. È l’epoca in cui Marilyn cerca in Paula Strasberg, moglie di Lee e insegnante allo Studio, un controverso sostegno al proprio declino psichiatrico; Montgomery Clift, pur in un ruolo un poco compresso, è magnifico nella sua innocenza invecchiata (tra qualche problema d’Edipo). Arthur Miller scrive per una moglie che sta lasciando, Russell Metty firma una fotografia mozzafiato.
«Si ucciderebbero così anche i cavalli, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada, troppe anime scorticate, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità, qui, è l’impossibilità di futuro, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller, preludio della sua tragica fine è iscritta in filigrana nelle immagini” (Morandini)»
Paola Cristalli