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La messa è finita

di Nanni Moretti / Italia 1985, 94′
con Nanni Moretti, Margarita Lozano, Ferruccio De Ceresa, Enrica Maria Modugno, Marco Messeri, Roberto Vezzosi, Dario Cantarelli

Promo Cinema Revolution
versione originale italiana
Ingresso: unico 3,50€

Don Giulio fa ritorno a Roma, dove è nato e cresciuto, per sostituire un prete che ha abbandonato l’abito talare e messo su famiglia. Giulio è molto contento di poter rivedere i propri cari, in particolare di riabbracciare la madre e la sorella, e gli amici di un tempo. Si rende ben presto conto però che nonostante i suoi sforzi per rendersi utile e per dare suggerimenti, non riesce a risolvere i problemi che affliggono chi gli sta intorno, quasi che le sue risposte non potessero più essere di alcun aiuto. L’infelicità che lo circonda, incrina le sue certezze. Orso d’argento al Festival di Berlino 1985.

«Nanni Moretti non è uno qualsiasi. É il solo cineasta coerente nell’incoerente panorama del cinema italiano. Autore-attore-nuotatore esperto (ha fatto pallanuoto), erede della commedia italiana prima e soprattutto dopo il 1968, è il cineasta italiano che non viene sconfitto dalla crisi, quello che non si schiera né con Berlusconi né con l’elettronica e che perciò sul suo quinto film indossa i panni del prete. Un prete un po’ speciale che si fa carico di anime cinefile.»
Serge Daney [Liberation, 24 febbraio 1986]

«Con La Messa è Finita il cinema di Moretti diventa ancora più prosciugato ed essenziale un cinema di negazione dove niente è mai come si vorrebbe, tutto è imprevedibile e rimesso in gioco. Un cinema serrato, fondato sul dubbio, sul rifiuto (soprattutto del passato), sullo spaesamento del protagonista; un cinema quotidiano, ambientato in salotti e cucine alla buona, giardini pubblici e aule di scuola, campetti da calcio e sacrestie, ma anche un cinema totale, dove ogni inquadratura, ogni attacco di montaggio, serve a comporre un mosaico ineludibile di aggiustamenti progressivi, dove niente sembra accadere, ma tutto è già accaduto altrove o accade in extremis, inaspettato (un pugno contro un vetro, uno scoppio di violenza, una brusca uscita di campo»
Piero Spilla [Reporter, 15 novembre 1985]

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