All’Ariston inizia Sguardi: Kristoffer Borgli, un trittico dedicato al suo cinema
Tre appuntamenti speciali, dal 5 al 19 giugno, per esplorare le derive dell’identità nell’era digitale attraverso l’ironia tagliente del regista norvegese.
Prende il via al Cinema Ariston di Trieste Sguardi, la nuova e agile rassegna cinematografica interamente dedicata alla scoperta di autori e autrici emergenti che stanno ridefinendo il panorama della settima arte. Protagonista di questo appuntamento è il regista e sceneggiatore norvegese Kristoffer Borgli, una delle voci più originali, provocatorie e guardinghe del cinema contemporaneo.
Quello di Borgli è uno sguardo lucido e inquieto sulla contemporaneità, capace di attraversare con ironia tagliente e disagio profondo le dinamiche dell’identità nell’era digitale. I suoi film esplorano il bisogno ossessivo di visibilità, il desiderio di riconoscimento e le distorsioni prodotte da una realtà sempre più filtrata dai social media, dove la narrazione personale e la costruzione dell’immagine diventano strumenti ambigui, in bilico tra autoaffermazione e imbroglio. Un cinema che mette a nudo fragilità, nevrosi e derive del presente, restituendo un ritratto tanto grottesco quanto rivelatore della nostra epoca.
La rassegna si articolerà in tre tappe consecutive, ogni venerdì sera alle ore 22.30, offrendo una panoramica completa sulla filmografia dell’autore:
Venerdì 5 giugno, ore 22.30
Sick of Myself
La commedia nera che ha rivelato il talento di Borgli a livello internazionale. Una satira feroce sul narcisismo contemporaneo e sull’autolesionismo pur di ottenere attenzione mediatica e compassione sociale.
Venerdì 12 giugno, ore 22.30
Dream Scenario
Prodotto da A24 e interpretato da un monumentale Nicolas Cage, il film esplora la viralità e la “cancel culture” attraverso la storia di un anonimo professore che, improvvisamente e senza motivo, inizia ad apparire nei sogni di milioni di persone.
Venerdì 19 giugno, ore 22.30
The Drama
Il tassello più recente della filmografia del regista, che conferma la sua abilità nel destrutturare le certezze del quotidiano, trascinando lo spettatore in un vortice di paranoia e satira sociale.