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Sick of Myself

Gelbe Briefe

di Kristoffer Borgli / Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia 2022, 97′
con Kristine Kujath Thorp, Eirik Sæther, Fanny Vaager, Henrik Mestad, Andrea Bræin Hovig

Sguardi. Kristoffer Borgli
versione originale sott. italiano
Ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Signe e Thomas vivono una relazione malsana, in costante competizione tra loro. Il tutto si incrinaancora di più quando Thomas inizia ad affermarsi come artista contemporaneo. In tutta risposta, Signe si lancia in un disperato tentativo di attirare l’attenzione su di sé. Anche a costo della sua salute.
Dal regista di The Drama, dark comedy su una giovane donna che, messa in ombra dal partner, cambia sé stessa per attirare attenzione.

«È iniziato tutto con la protagonista, Signe, e la sua storia, ma mentre scrivevo la bozza iniziavo ad interessarmi anche alla figura di Thomas, il suo ragazzo. Mi è stato subito chiaro che la spina dorsale della storia sarebbe stata la dinamica tra i due, che i loro atteggiamenti fossero dettati dalla competitività della loro relazione. Ho iniziato ad immaginare come sarebbe andata a finire la storia, ma non sapevo come arrivarci. Volevo che il film fosse ambientato nel mondo reale, in un ambiente sociale che ho avuto modo di vivere in prima persona ad Oslo – tuttavia, quando la protagonista inizia a spingersi troppo in là, è come se diventasse surreale. Il pubblico è costretto a seguirla, passo dopo ogni – terribile – passo.»

«Sono molto fortunato che Kristine abbia accettato di farlo. Si tratta di un personaggio stimolante che è diventato vivo solo quando Kristine è entrata effettivamente a far parte del cast. È un ruolo molto forte e psicologicamente complesso che richiedeva anche saper gestire un ritmo comico e un coinvolgimento fisico non indifferente. Per prepararci abbiamo esplorato il personaggio: come impersonare qualcuno che non mostra mai il suo vero “io”? Signe mente molto, tenta di risultare umile quando non lo è, recita in ogni contesto sociale nel quale si trova. Interpretare un personaggio che a sua volta recita ha creato un equilibrio difficile da reggere ma Kristine lo ha gestito molto bene. Oltre a questo c’erano tutti gli elementi riguardanti l’aspetto fisico, come il suo corpo inizia a deformarsi, in modo sia comico che orrorifico. Ogni tanto le prove delle scene sembravano quelle di un imbarazzante saggio di danza. Abbiamo anche provato ad utilizzare un leggero elettroshock per provocare una reazione fisica inaspettata… Ciò si è rivelata essere una pessima e dolorosa idea.»

Kristoffer Borgli

Sguardi. Kristoffer Borgli

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