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Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre

Mrs. Doubtfire

Chris Columbus / USA 1993, 125′
con Robin Williams, Sally Field, Robert Prosky, Pierce Brosnan, Matthew Lawrence, Harvey Fierstein

Proiezione morbida / ingresso libero
Rassegna Un Cinema per Amico
organizzazione: Associazione De Banfield
in collaborazione con La Cappella Underground e Casa del Cinema di Trieste

Daniel Hillard è un doppiatore di talento dalla personalità incontenibile, la cui immaturità cronica spinge la moglie Miranda a chiedere il divorzio. Devastato dalla sentenza del giudice che gli concede visite limitate, Daniel architetta un piano audace: grazie al trucco prostetico del fratello Frank, si trasforma nella perfetta tata scozzese, Mrs. Euphegenia Doubtfire. Assunto da Miranda, Daniel inizia una doppia vita che lo costringe a destreggiarsi tra la sua identità reale e quella della severa ma amorevole governante, riscoprendo nel processo il valore della disciplina e del sacrificio.

L’analisi e l’impatto culturale Mrs. Doubtfire rappresenta uno dei vertici della carriera di Robin Williams, la cui performance è un tour de force di improvvisazione (si dice che esistano ore di girato alternative a causa dei suoi continui “fuori programma”). Il film, tuttavia, supera i confini della slapstick comedy per addentrarsi in una riflessione profonda sulla genitorialità moderna. Chris Columbus sceglie di non percorrere la strada del sentimentalismo facile: il trucco non serve a Daniel per riconquistare la moglie, ma per ricostruire un legame autentico con i figli, imparando che l’amore richiede responsabilità.

Un elemento chiave del successo è il comparto tecnico: il trucco di Greg Cannom, premiato con l’Oscar, permette a Williams di essere credibile pur mantenendo la sua espressività. Sotto l’aspetto sociale, il film è stato rivoluzionario nel rifiutare il cliché della riconciliazione finale: la pellicola si chiude con un monologo televisivo di Mrs. Doubtfire che spiega ai bambini come le famiglie possano avere forme diverse, legittimando il dolore e la realtà del divorzio davanti a un pubblico di giovanissimi. È un’opera che bilancia perfettamente la malinconia del fallimento matrimoniale con la gioia dell’affetto incondizionato, rendendola un pilastro della cinematografia anni ’90.

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