Dandelion’s Odyssey
Planètes
di Momoko Seto / Francia, Belgio 2025, 75′
organizzato dal Festival dell’Acqua di Staranzano
in occasione della Giornata Mondiale della Terra
in collaborazione con Trieste Science+Fiction Festival e Piccolo Festival Animazione
intervengono Francesco Scarel e Paola Bristot
Versione originale senza dialoghi
Ingresso gratuito
- Mercoledì 22 aprile
- 21.00
- v. o. senza dialoghi
- Ingresso gratuito
All’indomani di un catastrofico evento nucleare sulla Terra, quattro acheni di dente di leone (i semi) – soprannominati Dendelion, Baraban, Léonto e Taraxa – si catapultano nello spazio, atterrando su un pianeta lontano.
La regista Momoko Seto dà vita a un viaggio riccamente fantasioso fatto di esplorazione, amicizia e resilienza, interamente privo di dialoghi. Gli eroi del racconto si esprimono esclusivamente attraverso il fremito di uno stelo o il fruscio del soffice pappo – i delicati peli che aiutano i semi a volare – che talvolta perdono sotto stress. Eppure, le loro distinte personalità emergono chiaramente mentre affrontano la sfida di mettere radici in un suolo alieno.
Questo nuovo mondo possiede elementi sia familiari che ultraterreni: vi sono lumache da giardino e funghi che ricordano quelli terrestri ma con un tasso di crescita iper-accelerato, mentre creature marine oniriche fluttuano nel vuoto dello spazio e nell’aria come se si trovassero nelle profondità dell’oceano. Mentre i nostri avventurieri-acheni si adattano e sopravvivono, il loro viaggio rispecchia l’esperienza umana della migrazione – volontaria o forzata – e la nostra imminente crisi nel navigare un pianeta in trasformazione.
Una favola silenziosa sull’infinita capacità di rigenerazione della natura in assenza dell’interferenza umana, Dandelion’s Odyssey può richiamare confronti tematici con Flow, ma rimane unico nella sua esecuzione. Il team di Seto ha impiegato un intricato mix di riprese macro in time-lapse e in ultra-slow motion effettuate tra Giappone, Francia e Islanda, imaging StackShot e rig robotici con 17 telecamere che operano simultaneamente per catturare set botanici in miniatura negli studi. Il risultato è un ibrido visivamente trascendente di live-action e compositing in computer grafica che espande i confini del genere e della narrazione animata.
Robyn Citizen, tiff.net