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La forma dell’attore: Clint Eastwood e Cry Macho

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ABCinema
con Blow Out
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S03E10

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[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”3/4″][vc_column_text css=”.vc_custom_1651231798095{margin-bottom: 20px !important;}” color=”#000000″]”Perché è tanto difficile, specie in occidente, parlare seriamente di attori?” La prefazione di Roy Menarini al libro La forma dell’attore scritto da Marzia Gandolfi e edito da Santelli editore, si apre con questa domanda, capace di intercettare fin da subito un problema che ha radici lontane. La risposta ovviamente è complessa, ma allo stesso tempo urgente: perché ha a che fare con il nostro sguardo sul cinema e con la nostra capacità di analisi delle cose che osserviamo, ed è una mancanza che emerge in tutta la sua evidenza quando la politica degli autori apre un dialogo fittissimo con quella degli attori.

È il caso, per esempio, di Clint Eastwood, una delle figure di autore/attore più interessanti della storia del cinema, capace di costruire su se stesso, sul suo corpo e sul suo volto, un mito in continuo divenire e in costante discussione. E ancora, un mito, che con il recente Cry Macho ha subito l’ennesima, importante, rilettura.

Nella puntata odierna di ABCinema con Blow Out, parleremo anche di Clint Eastwood e andremo a presentare il libro La Forma dell’attore assieme all’autrice Marzia Gandolfi, la quale propone un’analisi originale e approfondita di quattro attori importanti del cinema contemporaneo: James Gandolfini, Brad Pitt, Tom Cruise e ovviamente Clint Eastwood. Cercheremo di sondarne lo status divistico e la loro autorialità d’attore, ma parleremo anche di critica, interpretazione e, soprattutto, di forme. Iniziamo.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator color=”black”][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/5″][vc_column_text]

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