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Lo straniero

L'Étranger

di François Ozon / Francia 2025, 122′
con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud
promosso da Alliance Française Trieste

versione originale sottotitolata in italiano
ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie (Rebecca Marder), una collega d’ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento…

«L’idea di adattare uno dei romanzi più celebri della letteratura mondiale ti getta in uno stato di angoscia e di enormi dubbi! Fino a quel momento avevo adattato solo opere meno conosciute e riconosciute. È stata una sfida enorme per me trasporre un capolavoro, che tutti hanno letto e che ogni lettore ha già mentalmente visualizzato e messo in scena. Ma il mio interesse per il libro è stato più forte delle mie apprensioni e mi sono quindi lanciato nell’impresa con una certa incoscienza. E nel giro di poco tempo mi sono reso conto che immergermi ne Lo straniero era anche un modo di riconnettermi con una parte della mia storia personale. Mio nonno materno era giudice istruttore a Bône (oggi Annaba) in Algeria e nel 1956 era sfuggito a un attentato, evento che aveva accelerato il ritorno della mia famiglia nella Francia continentale. Lavorando sui documenti e gli archivi, incontrando storici e testimoni dell’epoca, mi sono reso conto in che misura le famiglie francesi hanno tutte un legame con l’Algeria e che spesso c’è ancora un silenzio di piombo che pesa sulle nostre storie.»
La sfida di questo film è stata quella «mettere in immagini la storia di Meursault è stato un modo di tentare di comprendere, di percepire il suo mistero. Scopro i miei film girandoli. Non so mai veramente a cosa assomiglieranno alla fine. Sapevo di essere stato profondamente toccato dal libro, da questa assurdità della vita che Camus descrive senza mai cedere alla disperazione. Questo libro – e spero questo film – ci interroga ed è questo che mi aspetto dal cinema.»
François Ozon

In programmazione

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