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Il testamento di Ann Lee

The Testament of Ann Lee

di Mona Fastvold / Gran Bretagna 2026, 137′
con Amanda Seyfried, Thomasin McKenzie, Lewis Pullman, Stacy Martin

versione originale in inglese sottotitolata in italiano
Ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Film non più in programmazione

Manchester, 1736. Dopo aver perso quattro figli e subìto un matrimonio abusivo, Ann Lee (Amanda Seyfried) trova rifugio in una setta radicale, diventandone la guida carismatica. Convinta che il sesso sia la radice di ogni male, impone il celibato assoluto e guida i suoi “Shakers” verso il Nuovo Mondo. Tra estasi mistiche, coreografie rituali e accuse di stregoneria, il film ritrae l’ascesa di una donna che ha sfidato il patriarcato per fondare un’utopia spirituale basata sull’uguaglianza.

Il testamento di Ann Lee è un oggetto cinematografico raro e respingente, sospeso tra il biopic d’autore e il folk-musical ipnotico. La regia di Mona Fastvold trasforma la dottrina degli Shakers in un’esperienza sensoriale estrema, dove il “tremore” del titolo originale non è solo un atto religioso, ma un linguaggio del corpo che sostituisce la parola. Amanda Seyfried offre una prova monumentale: la sua Ann Lee è una figura eterea ma d’acciaio, capace di trasmettere il peso di un trauma privato trasformato in missione collettiva.
Visivamente, il film è una successione di tableaux vivants di bellezza abbacinante, che però rischia di soffocare il calore umano sotto il peso della propria ambizione estetica. Se da un lato le musiche incantatorie e la fotografia desaturata creano un’atmosfera immersiva, dall’altro la narrazione procede per ellissi che talvolta lasciano lo spettatore distante dai tormenti dei comprimari. È un film che non cerca il consenso, ma la fascinazione: un’opera rigorosa sul desiderio represso che si fa energia creativa e rivoluzionaria. Non un semplice film storico, ma un incubo lucido sulla fede e il potere.

In programmazione

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