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Il suono di una caduta

In die Sonne Schauen

di Mascha Schilinski / Germania, 2025, 155’
con Hanna Heckt, Lena Urzendowsky, Susanne Wuest

versione originale in tedesco sottotitolata in italiano
Ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Film non più in programmazione

Quattro ragazze trascorrono la loro giovinezza nella stessa fattoria nel nord della Germania. Mentre la casa evolve nel corso di un secolo, le pareti continuano a risuonare degli echi del passato. Sebbene separate dal tempo, le loro vite iniziano a rispecchiarsi l’una nell’altra. Mascha Schilinski firma con stile unico e visionario un affascinante racconto al femminile, un capolavoro ipnotico e suggestivo che ha incantato il festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della Giuria, selezionato dalla Germania come candidato agli Oscar 2026 per il Miglior film internazionale.
«Ho sviluppato il film insieme alla mia co-sceneggiatrice Louise Peter. Abbiamo trascorso un’estate in una fattoria nella regione dell’Altmark, nella profonda campagna a metà strada tra Berlino e Amburgo, dove è ambientato Il suono di una caduta. In realtà avevamo intenzione di lavorare ai nostri progetti personali. E mentre procrastinavamo e bevevamo vino la sera, ci siamo chieste: chi o cosa viveva in questo posto? Abbiamo iniziato a scrivere immagini e piccole scene che ci venivano in mente. Poi abbiamo intrecciato questo materiale frammentario. È così che sono nati i nostri personaggi. (…) Poiché la fattoria in cui abbiamo soggiornato era rimasta vuota per 50 anni, abbiamo potuto attraversare le singole stanze e ripercorrere il suo passato. Si poteva vedere dove il contadino aveva posato il cucchiaio per l’ultima volta. Tutto era ancora allo stesso posto. Poi abbiamo trovato una vecchia fotografia che sembrava un’istantanea. Una foto di tre donne in piedi nel cortile della fattoria che guardavano direttamente verso di noi. Questo ci ha colpito, perché noi eravamo dall’altra parte, nel nostro presente, come se queste donne stessero rompendo la quarta parete e guardando direttamente verso di noi dal passato. Questo ci ha dato l’atmosfera che pervade tutto il film. Ci interessava la simultaneità dei livelli temporali, il fatto che nello stesso luogo una persona facesse qualcosa di molto banale e l’altra vivesse forse un’esperienza esistenziale, che le avrebbe cambiato la vita.» Mascha Schilinski

In programmazione

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