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Inland Empire - L'impero della mente

Twin Peaks: Fire Walk with Me

di David Lynch / USA, Polonia, Francia 2006, 180′

Restaurato in 4K da Criterion con la collaborazione di Studiocanal sotto la supervisione di David Lynch

Rassegna David Lynch – The Big Dreamer

versione originale sott. italiano
Ingresso: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Nikki Grace è un’attrice che ottiene il ruolo principale in un nuovo film diretto da Kingsley Stewart. Durante le riprese, scopre che la pellicola è il remake di una produzione polacca mai terminata a causa di una tragedia: i due protagonisti furono assassinati.
Mentre Nikki si immerge nel personaggio di “Sue”, il confine tra la sua vita reale e la finzione del set inizia a sgretolarsi. La donna si ritrova proiettata in diverse realtà parallele – tra case infestate da conigli antropomorfi, strade perdute della Polonia e i bassifondi di Los Angeles – dando la caccia a un’entità oscura nota come “Il Fantasma”. È un viaggio frammentato e non lineare attraverso i diversi livelli della coscienza e della narrazione cinematografica.
Per promuovere il film e sostenere la candidatura di Laura Dern agli Oscar, Lynch si sedette per ore all’angolo di un incrocio a Hollywood con una mucca vera e un cartello che diceva: “Senza Laura Dern non ci sarebbe stato Inland Empire”.

Inland Empire, il film più misterioso ed enigmatico di David Lynch, conclude la sua filmografia (al contempo anticipando però il clamoroso ritorno di Twin Peaks) all’insegna di un rinnovato spirito indipendente e di una totale autonomia produttiva, che la tecnologia digitale rende possibile. Lynch scrive il soggetto e la sceneggiatura, si occupa della fotografia, del montaggio e delle musiche (anche qui troviamo tracce dei suoi LP a venire), chiudendo idealmente e in modo perfetto un cerchio iniziato decenni prima con Eraserhead.

“Affascinato dalle meraviglie della camera digitale, Lynch gira in DV un film del tutto ‘aperto’: sceneggiatura in costruzione sequenza dopo sequenza, set sparsi tra America ed Europa, attori feticcio (Laura Dern) disposti a tutto per lui, e riflessione tenebrosa sulla settima arte. Se possibile, un film ancora più imprendibile e illogico degli altri, anche se – a ben vedere – un’opera esplicitamente sul cinema e sulla creazione, forse la più diretta che il cineasta abbia mai girato: un Effetto notte del delirio?” (Roy Menarini).

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