Frankenstein
Guillermo Del Toro / USA, 2025, 149’
con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Felix Kammerer, Charles Dance, David Bradley, Lars Mikkelsen, Christian Convery
Versione originale in inglese s/t italiano
Ingressi: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€
Un adattamento del classico racconto di Mary Shelley su Victor Frankenstein (Frankenstein; or, The Modern Prometheus, 1818), uno scienziato brillante ma egocentrico che dà vita a una creatura, in un mostruoso esperimento che alla fine porta alla rovina sia del creatore della sua tragica creazione.
Presentato in concorso a Venezia 82, candidato ai Golden Globe 2026 in cinque categoria.
Note di regia
Questo film conclude una ricerca che per me è iniziata a sette anni, quando ho visto per la prima volta i film di Frankenstein di James Whale.
In quel momento cruciale ho sentito un sussulto di consapevolezza: l’horror gotico è diventato la mia religione e Boris Karloff il mio Messia.
Il capolavoro di Mary Shelley è pieno di domande che mi bruciano dentro l’anima: domande esistenziali, tenere, selvagge, senza scampo, come solo una mente giovane può porsi e a cui solo gli adulti e le istituzioni credono di poter rispondere.
Per me, però, solo i mostri detengono la risposta a tutti i misteri. Sono loro il mistero.
Quindi Frankenstein è un’impresa benedetta, mossa dalla reverenza e dall’amore sia per il mistero che per i mostri. L’origine di tutti loro – la storia di un padre prodigo e di un figlio perduto – Giobbe e Lazzaro in dialogo con un unico
creatore e alla ricerca di tutte le risposte. Come facciamo tutti.
(Guillermo Del Toro)
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