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Yellow Letters

Gelbe Briefe

di İlker Çatak / Turchia 2026, 127′
con Özgü Namal, Tansu Biçer, Leyla Smyrna Cabas, İpek Bilgin

versione originale sottotitolata in italiano
Ingresso: Intero 8,oo€ | Ridotto 6,oo€

Film non più in programmazione

La vita di Derya e Aziz, una celebre coppia di artisti turchi, viene sconvolta all’indomani della prima del loro nuovo spettacolo. Improvvisamente finiti nel mirino dello Stato, Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento. Costretti a trasferirsi a Istanbul, senza lavoro, i due devono ridefinire il loro stile di vita e confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.

“L’idea mi è venuta nel 2019, mentre ero a Istanbul per girare un film. Alcune persone che lavorano in ambito cinematografico mi hanno raccontato di aver ricevuto all’improvviso lettere di licenziamento che talvolta contenevano motivazioni assurde. Ad esempio, qualcuno aveva fumato una sigaretta nel camerino di un teatro e per questo era stata avviata una procedura disciplinare. Tra il 2016 e il 2019 circa 2.000 artisti sono stati sospesi e portati in tribunale perché avevano firmato una petizione per la pace. Ci sono state vere e proprie epurazioni di massa nel mondo accademico e culturale, che sono state avviate dal governo a seguito della petizione e si sono intensificate dopo il tentativo di colpo di Stato nell’estate del 2016. A queste persone è stato impedito di lavorare, i tempi dei procedimenti giudiziari si sono allungati a dismisura, si sono ritrovati sospesi in un’attesa logorante. Quello che volevo fare non era limitarmi a denunciare lo Stato, volevo piuttosto mostrare questa situazione attraverso la lente di una coppia il cui matrimonio inizialmente funziona. Come si reagisce quando il regime ti impedisce di svolgere il tuo lavoro nel modo in cui credi debba essere fatto e di esprimere le tue opinioni nel modo in cui vorresti esprimerle? Come si convive con un sistema che ti condanna a una sorta di morte civile, escludendoti dalla vita sociale, lasciandoti f isicamente vivo ma eliminandoti dal punto di vista legale, sociale e professionale? Volevo raccontare una storia che affrontasse queste domande nel contesto delle dinamiche familiari, perché credo che riguardi tutti noi. E penso che queste domande diventeranno sempre più rilevanti nei prossimi anni, che uno viva in Turchia, nell’UE o negli Stati Uniti.”
İlker Çatak

In programmazione

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