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Ritorno a Buenos Aires

Marco Bechis • Italia, Brasile 2026, 105’
con Adriano Giannini, Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss, Adrián Fondari, Paula Cohen, Marcelo Chaparro

Versione originale in spagnolo e italiano
Original Spanish and Italian
Tickets: 8,oo€ | Ridotto-Reduced-price: 6,oo€

Buenos Aires, 2008. Dopo trentatré anni, trascorsi in Italia, Mariano Guerra, medico italiano, torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Insieme ad altri sopravvissuti è ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia, dove ritrova persone che hanno condiviso la prigionia e attende il giorno della sua deposizione. Le giornate trascorse con gli altri testimoni, gli incontri e le testimonianze riportano alla luce vicende rimaste in sospeso per decenni. Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella tragedia e porta con sé un peso che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires lo costringe a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo.

Buenos Aires, 2008. After thirty-three years spent in Italy, Mariano Guerra, an Italian doctor, returns to Argentina to testify at the trial against the former military officers who kidnapped, tortured, and enslaved him during the military dictatorship. Together with other survivors, he stays at the Ministry of Justice accommodation, where he is reunited with people who shared his captivity as he awaits the day of his testimony. The days spent with the other witnesses, along with their encounters and depositions, bring back to light events left unresolved for decades. Mariano is one of the few survivors of that tragedy and carries a burden that no verdict can lighten. His return to Buenos Aires forces him to confront what it truly means to have survived.

«Con Ritorno a Buenos Aires torno in Argentina cinquant’anni dopo. Ci torno con una storia che non è la mia, ma che nasce da una ferita che conosco. Anch’io sono stato sequestrato durante la dittatura argentina, ma Mariano non sono io. Ho scelto la finzione perché a volte è l’unico modo per avvicinarsi a una verità che la memoria, da sola, non riesce a raccontare.
Per molti anni ho pensato che il cinema mi avesse liberato da quella domanda. Ho capito che non era così. Da molti anni mi accompagna una domanda: che cosa significa sopravvivere? Non soltanto salvarsi, ma continuare a vivere quando altri non hanno potuto farlo. Mariano torna a Buenos Aires per testimoniare in un processo. Io, attraverso di lui, ho cercato di raccontare quel momento in cui il passato torna a occupare il presente.
Ho cercato una regia essenziale, senza spiegare né giudicare. Mi interessavano i silenzi, i volti, il tempo dell’attesa, i luoghi che conservano le tracce di ciò che è accaduto. In fondo, questo film parla di una cosa sola: di quella colpa del sopravvissuto che insiste.
Marco Bechis
»

Kore’eda Hirokazu

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