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Dipartimento di Ingegneria e Architettura – Università degli Studi di Trieste
presenta nell’ambito del progetto Let’s change! Il clima sta cambiando. Parliamone

Don’t Let the Sun

Some Like It Hot

di Jacqueline Zünd / Svizzera, Italia 2025, 100′
con Levan Gelbakhiani, Maria Pia Pepe, Agnese Claisse, Karidja Touré, Cecilia Bertozzi

versione originale sott. italiano
ingresso libero

Film non più in programmazione

Jonah (28 anni) lavora per un’agenzia che fornisce relazioni umane su richiesta: un servizio a pagamento pensato per colmare vuoti affettivi e mettere al riparo dalle delusioni – perfetto in un’epoca in cui l’intimità è sempre più difficile da raggiungere. Le condizioni climatiche estreme hanno reso impossibile vivere alla luce del sole: la Terra si è riscaldata al punto che le persone sono costrette a vivere solo di notte. Ma se la temperatura esterna è salita, quella interiore, emotiva, affettiva, si è abbassata fino al gelo.
Jonah non fatica a calarsi nei panni degli altri, a vivere vite non sue. È più a suo agio quando può essere qualcun altro. Ma un nuovo incarico lo costringe a uscire dal copione: interpretare
il ruolo di padre per Nika, una bambina di 9 anni. La sua malinconia, il suo silenzio lo disorientano.
Quando Nika inizia lentamente ad aprirsi, qualcosa si muove anche dentro di lui, qualcosa rimasto sepolto troppo a lungo. Il controllo sul suo mondo fatto di finzione e relazioni perfettamente regolate comincia a sgretolarsi. Il loro incontro accende una luce nella notte – una luce che illumina Nika e travolge Jonah fino a bruciarlo.
Don’t Let the Sun, esordio nel cinema di finzione della regista svizzera Jacqueline Zünd, propone una visione provocatoria del nostro futuro imminente, segnato dal cambiamento climatico e da un profondo deterioramento delle relazioni umane.

«Don’t Let the Sun è una storia sulla natura fragile delle relazioni nella nostra epoca post-digitale. Il film esplora tematiche legate all’intimità: come nasce realmente? Che tipo di vicinanza desideriamo? Perché è così difficile permetterci qualcosa che tutti desideriamo? E quanto sono cambiati nel tempo i nostri bisogni di intimità? Nel mio film, non è il mondo digitale a creare distanza tra le persone, ma le condizioni climatiche. La terra si è riscaldata a tal punto che le
persone sono costrette a restare al chiuso durante il giorno. Se il calore rende difficile stare bene nella propria pelle, come si può essere vicini a qualcun altro?».
Jacqueline Zünd

In programmazione

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