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Workshop Di Reportage Fotografico: La Scrittura Creativa E Non-fiction Del Reale

Workshop di reportage fotografico: La scrittura creativa e non-fiction del reale

L’Associazione Bottega Errante porta a Trieste il suo nuovo laboratorio di reportage fotografico a cura di Monika Bulaj.

Si terrà nella sede della Cappella Undeground, in piazza Duca degli Abruzzi, 3 il nuovo laboratorio di reportage fotografico che l’associazione culturale Bottega Errante propone a Trieste. Il progetto è a cura di Monika Bulaj, un’insegnante di assoluto prestigio, fresca vincitrice del premio Trieste al Reportage e autrice della mostra “Nur/Luce – Appunti afgani” ospitata attualmente al Salone degli incanti.
Si tratta di un laboratorio rivolto a persone che abbiano già acquisito le basi della fotografia, e che vogliano misurarsi con un genere, il reportage appunto, che prevede sensibilità, dinamismo e rispetto della realtà.
Monika Bulaj dichiara che stare vicino, a volte molto vicino, alle persone è forse l‘unica buona ragione per fotografare. “Non conosco nessun metodo se non quello di mettersi ogni giorno in discussione, mettendo al centro della visione l’attenzione pura, quasi infantile, profondamente intuitiva, alla realtà. La fotografia è per me una questione di impegno, di pratica, di meditazione, di sensibilità e di pazienza.”

Quello che rende il laboratorio unico nel suo genere è proprio il fatto di mettere l’accento sulla questione della non-finzione, ovvero quello che recentemente viene chiamato nella scrittura la “creative non-fiction”. Vuol dire rivolgersi all’interpretazione della realtà, esigendone il confronto e la conoscenza dei linguaggi e stili. Significa che possiamo indagare le storie di Erodoto o i quadri di Caravaggio e Goya, oppure le miniature persiane o ancora, le foto di Koudelka, le poesie haiku di Issa e le storie di Nicolas Bouviers o l’indagine del campo di antropologia visuale.
Si passa dalla fotografia, all’arte alla letteratura quindi, mettendo a confronto discipline diverse, ciascuna con il proprio tipo di narrazione e la sua natura di reportage.
Si palerà della verità e del mistero nella fotografia, gli allievi saranno incoraggiati a lavorare sulla capacità di vedere la realtà senza trasformarla, senza influenzarla e senza mentire. Quindi, di conseguenza, si tratterà dell’etica nel reportage, dell’onestà, e delle questioni morali della post-produzione. Ma anche dell’evoluzione del reportage nella storia dell’immagine, dell’indagine giornalistica e documentaristica. Si rifletterà su come le scelte tecniche e intellettuali trasformano il linguaggio e il modo di raccontare la storia, attraverso l’uso di grandi e piccoli formati, pellicola o digitale.

Durante il workshop, aperto anche per chi lavora unicamente in analogico, verrà chiesto ai partecipanti di sviluppare una storia in immagini.
Il laboratorio ha una durata di 10 lezioni di 2 ore ciascuna e si terrà ogni martedì a partire dal 9 ottobre alle 20.30 presso la sede della Cappella Underground, in piazza Duca degli Abruzzi, 3.
Le iscrizioni sono aperte fino al 8 ottobre e ci sono 15 posti disponibili.
Per informazioni www.bottegaerrante.it, info@bottegaerrante.it

A cura di Monika Bulaj per l’associazione culturale Bottega Errante
In collaborazione con La Cappella Underground

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