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Di sguardi, cinema e parole: Storia cinematografica della scuola italiana

Davide Boero
Storia cinematografica della scuola italiana
(Lindau, pg.200)

È un vero caleidoscopio di ciò che forse, più di ogni altra cosa, ci ha costituiti come italiani, soprattutto se guardiamo dall’immediato dopoguerra in poi: la scuola. Un ambito che un arte “giovane” come il cinema, il nostro cinema, si è spesso e volentieri premurato di raccontare, registrando tutti i vari stadi di cambiamento antropologico e sociale che si sono succeduti. Anche purché come ci ricorda l’autore tutti condividiamo l’esperienza della scuola, da studenti, da genitori o da fruitori dei media, e in qualche modo tutti ci sentiamo autorizzati a parlarne. Il volume, organizzato per cicli e cronologico, indaga tutte le rappresentazioni che dell’istruzione pubblica si sono fatte per il grande schermo incrociando storie di insegnanti impegnati politicamente o svogliati, luoghi comuni che a dispetto del tempo resistono, e tutti i passaggi all’età adulta da parte degli studenti (primi amori, il distacco dalla cellula base della famiglia, gli attriti o le inaspettate alleanze tra appartenenti a diverse estrazioni sociali, ecc). Passano in rassegna nelle duecento pagine film che raccontano la scuola primaria come Il calvario di un maestro, pellicola del 1908 il cui protagonista, un insegnante elementare é in difficoltà per via della figlia malata; cose più misconosciute ma importanti come “Bravissimo” di D’Amico e produzioni Rai come Diario di un maestro di De Seta del 72 (presente nel nostro catalogo mediateca e di cui si consiglia la visione); per arrivare a Totò e i re di Roma di Steno e Monicelli (film ricordato, tra le altre cose, anche perché è l’unico dove Totò e Sordi recitano assieme). In anni più vicini a noi vediamo invece comparire la Notte prima degli esami di Brizzi, ormai da considerarsi un vero cult pop, e La mia classe di Gaglione sul tema delle classi multiculturali. Curioso il periodo dei settanta, che ricordiamo essere frutto della ventata di rinnovamento portata dal ’68, per la coabitazione di film impegnati come La prima notte di quiete di Valerio Zurlini e San Babila ore 20 di Carlo Lizzani e tutto il profluvio di commedie e commediole sexi coi soli nomi noti. Una guida che è un’occasione unica per conoscere la molteplicità di visioni che il cinema ha offerto e offre della vita tra i banchi di scuola.

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