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Sentieri Underground #35 – Mental

La fiera delle illusioni di Edmund Goulding — D3797
La notte ha mille occhi di John Farrow — D3799
Cagliostro di Gregory Ratoff — D3800
Il mago Houdini di George Marshall — D3741
Il mostro delle nebbie di John Brahm— D3801
Il volto di Ingmar Bergman — D3450
Magic di Richard Attenborough — P0845
Miss Magic di Clare Peploe — D3526
The Prestige di Christopher Nolan— P1647 + BR0071
Houdini – L’ultimo mago di Gillian Armstrong — BR0378 + D3979
L’illusionista di Sylvain Chomet — D0169 + L0118
Red Lights di Rodrigo Cortés — D3798
Magic in the Moonlight di Woody Allen — P2917

“Quello che oggi chiamiamo mentalismo si staglia sullo sfondo degli eventi storici emergendo da una transizione: quella del magnetismo minerale – ingrediente fondamentale della Wunderkammer secentesca di Athanasius Kircher – al magnetismo animale di Franz Anton Mesmer. Si è assistito quindi alla graduale smaterializzazione dei metodi con cui generazioni di illusionisti hanno evocato meraviglia nel proprio pubblico, negando al contempo ogni parentela con i classici prestigiatori.
Ma dietro una leziosità di superficie, il mentalismo nasconde un passato burrascoso. Ognuna delle tappe che ne segnano la storia è funestata da diverbi privati e sfide pubbliche, colpi bassi e inganni, ricatti e tradimenti, a suggerire che lo scontro sia un elemento imprescindibile.”
(Mariano Tomatis da Mesmer. Lezioni di mentalismo)

Già in questa breve introduzione c’è materiale per trarre diversi film, ed effettivamente alcuni personaggi come il misterioso Cagliostro hanno già subito un loro adattamento per il grande schermo.
Ancora oggi la destrezza e le capacità di molti maghi e illusionisti lasciano sconcertati, basta assistere ad una puntata del noto programma Penn & Teller: Fool Us, per strabuzzare gli occhi e rimanere increduli. Ma se da un lato si celebra la destrezza, dall’altro ci sono pratiche che vengono utilizzate quotidiamente per manipolare, influenzare e ingannare. Alla base di tutto c’è sempre un trucco, spesso molto complesso, che sospende per un momento tutte le leggi che governano la realtà. Questo momento di sospensione per molti diventa sinonimo di soprannaturale e così è stato sfruttato, per farsi strada nella società o per spennare qualche malcapitato. La meraviglia è diventata paura, la superstizione ne ha alimentato poi il mito.

Ma vale la pena di ricordare che il cinema stesso è il trucco di un prestigiatore (Méliès) che quando si rivela molto abile, riesce a farsi passare per realtà. Così, le storie di magia adattate per il cinema, spesso sono solo la rappresentazione di fortune e miserie dell’umanità, impegnata da un lato a svelare i misteri dell’universo e dall’altro ad utilizzarli per farsi beffe del prossimo.

“La guerra dei magnetizzatori resterà come un soggetto eroico per la posterità: Dio voglia che i figli dei nostri figli ci possano costruire sopra quel poema epico che manca alla moderna letteratura!”
(Carlo Collodi, Lo Scaramuccia)

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