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Sentieri Underground #24 – Pixar (r)evolution

Sentieri Underground #24 – Pixar (r)evolution

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Il primo lungometraggio creato nei “Pixar Animation Studios” uscì nelle sale americane nel weekend della festa del ringraziamento del 1995: Toy Story fu un successo e incassò più di 300 milioni di dollari in tutto il mondo, spianando la strada ad un’industria dell’animazione interamente nuova. L’Academy assegnò a John Lasseter, regista del film e direttore degli Studios, un Oscar speciale per aver creato il primo lungometraggio della storia animato al computer: da quel momento in poi il cinema d’animazione non sarebbe più stato lo stesso. “L’approccio con cui abbiamo iniziato era molto semplice: fare film nel modo in cui ci piacciono i film”, racconta Lasseter, “Solo questa era la regola, oltre naturalmente all’idea di fare film per divertire tutto il pubblico, dai bambini agli adulti.

L’animazione non è un genere, è un mezzo. I nostri film non sono quindi per bambini, sono “anche” per bambini.”Per questo, inizialmente, i registi della Pixar decisero di prendere progressivamente le distanze dallo stile della Disney, che all’epoca aveva il dominio assoluto del panorama mondiale dell’animazione: “All’inizio ci siamo buttati in questa avventura con molta ingenuità”, spiega Andrew Stanton, “e con l’idea soprattutto di realizzare film che non avessero canzoni, villaggi felici in cui tutti ballano, villain troppo marcati o storie d’amore. Il bello è che, siccome eravamo agli inizi, abbiamo chiesto consiglio alla Disney: ci hanno detto di fare film con canzoni, villaggi felici, villain marcati e storie d’amore! Abbiamo fatto di testa nostra”.

Toy Story infranse di fatto molte regole: non era un musical come tutti i gli altri cartoni animati Disney degli anni ’90, ma una storia moderna con personaggi originali con una profondità emotiva totalmente inedita fino a quel momento. L’utilizzo della computer grafica permise inoltre a Lasseter & co. di realizzare sequenze molto più lunghe e complesse rispetto a quanto visto nei film d’animazione tradizionali. E quindi, anche se oggi, dal punto di vista grafico, Toy Story ci appare come qualcosa di nettamente superato, riguardandolo veniamo comunque risucchiati nel suo mondo, i suoi personaggi continuano a piacerci, la sua storia non smette di appassionarci. La rivoluzione messa in atto dalla Pixar fu quindi qualcosa che andò oltre la tecnica: fu uno stravolgimento totale del modo di concepire e realizzare il cinema d’animazione. Da quella festa del ringraziamento del 1995 ad oggi le cose sono cambiate parecchio e il cinema d’animazione è diventato uno dei terreni più fertili della Hollywood dei nostri giorni. Ne approfittiamo quindi per ripercorrere, con il 24º appuntamento di Sentieri Underground, le opere più significative firmate “Pixar Animation Studios”.

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