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Sentieri Underground #13 – L’Italia in corto

Marito e moglie di Eduardo De Filippo — P2873
I sette peccati capitali di Roberto Rossellini — P2870
Boccaccio ’70 di Mario Monicelli — P2871
Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica — P0043
Controsesso di Marco Ferreri — P2987
Se permettete parliamo di donne di Ettore Scola — P2986
I complessi di Luigi Filippo D’Amico — P2936
Capriccio all’Italiana di Pier Paolo Pasolini — D1009
Tre passi nel delirio di Federico Fellini — in arrivo
RO.GO.PA.G. di Ugo Gregoretti — P0896
I vinti di Michelangelo Antonioni — P0615+D0186
I mostri di Dino Risi — P1432

Sebbene non solo italiano, il film a episodi ha avuto in Italia una diffusione superiore a tutte le altre cinematografie. Le ragioni di questa fioritura, che tra la metà degli anni Cinquanta e quella degli anni Settanta è letteralmente esplosa superando i duecento titoli, si può cercare da una parte nell’importanza che la novella o il racconto breve hanno avuto nella nostra letteratura, specie degli ultimi due secoli, e dall’altra nell’attenzione che una certa vulgata del neorealismo aveva innescato a favore della notazione spicciola, dell’attenzione al piccolo fatto (di cronaca) come possibile spunto di riflessione più generale. Non è un caso che il primo film a episodi del dopoguerra italiano sia uno dei capisaldi del neorealismo rosselliniano, Paisà, che proprio dalla sua frammentarietà episodica trae la sua forza cinematografica e civile. E che pochi anni dopo, Blasetti si ispiri dichiaratamente alla novellistica italiana per trovare una serie di spunti per i suoi Altri tempi e Tempi nostri. Nonostante questi padri nobili, però, il filone non godette di buona stampa (celebre una stroncatura di Tommaso Chiaretti che lo definì “cinema per pigri”), in parte giustificata dal proliferare di operazioni produttive veloci e furbesche, che cercavano in questo modo di minimizzare i rischi produttivi sfruttando l’appeal divistico (scritturando più celebrità) e cavalcando l’evoluzione del gusto verso una comicità di grana grossa. Eppure, tra molti titoli dimenticati o dimenticabili, il film a episodi offre anche ai registi e sceneggiatori la possibilità di sperimentare nuovi modelli narrativi, più vicini al ‘saggio’ che al ‘romanzesco’ o coniugare linguaggi di diversa provenienza, come quelli televisivi o pubblicitari o percorrere generi meno frequentati, come l’horror. O ancora verificare, magari protetti dall’etichetta onnicomprensiva della commedia all’italiana, la possibilità di affrontare temi scottanti (per esempio l’omosessualità) o ancora tabù (come il divorzio)”. (Goffredo Fofi e Paolo Mereghetti)

La Mediateca de La Cappella Underground ha il piacere di riproporre una selezione di titoli tratti dallo straordinario programma de L’Italia in corto (1952 – 1968), che i due critici Goffredo Fofi e Paolo Mereghetti hanno curato in occasione della 28ª edizione de Il Cinema Ritrovato organizzato dalla Cineteca di Bologna: una modalità decisamente intelligente per ripercorrere una parte della storia del cinema italiano nella quale le sorprese e le scoperte sono sempre tante e piacevoli.

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