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Sentieri Underground #07 – Chiedimi se sono felice

Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau — P0291 + D1733
Accadde una notte di Frank Capra — P1178
Il mago di Oz di Victor Fleming — P0201
Giorno di festa di Jacques Tati — P0996 B
Miracolo a Milano di Vittorio De Sica — P2142
Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen, Gene Kelly — P1081
Vero come la finzione di Marc Forster — P1848
American Life di Sam Mendes — P1849
Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson — D0377
Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki — D2380
Noi siamo infinito di Stephen Chbosky — P2215
Il lato positivo di David O. Russell — D2412
Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki — D2125
Cars. Motori ruggenti di John Lasseter — P1338
Ratatouille di Brad Bird — P2287
Stardust di Matthew Vaughn — P1341
Hugo Cabret di Martin Scorsese — P2206 + D0074
Lorax. Il guardiano della foresta di Chris Renaud, Kyle Balda — MA051

Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi”. (Charles Dickens)

Così scriveva Charles Dickens nel 1843, ma è chiaro che se il suo “Canto di Natale” fosse stato un bestseller del 2015, le parole scelte dallo scrittore inglese non sarebbero cambiate poi così tanto. È infatti ormai da più di un secolo che la letteratura, la musica e ovviamente il cinema contribuiscono ad alimentare nell’immaginario del mondo occidentale l’aura magica, luminosa e meravigliosamente malinconica che circonda il periodo natalizio: un periodo in cui, come descritto dall’autore di Oliver Twist, tutti ci ritroviamo ad essere, un po’ inspiegabilmente, più gentili e gioiosi, predisposti al perdono e alla carità. Forse una semplice scorciatoia per chiudere con la coscienza a posto un capitolo della propria vita, quasi come accadeva con i temi a scuola, dove generazioni di studenti si sono scervellati per trovare la frase giusta per terminare il proprio compito in classe, sperando di lasciare alla professoressa di italiano una buona impressione di sé. Sull’utilità di tutto questo se ne potrebbe discutere a lungo, ma, continuando a citare Dickens, è indubbio che poche cose come il Natale “possono avermi fatto del bene senza che io ne abbia ricevuto profitto”, ed è per questo che la Mediateca de La Cappella Underground decide di dare il suo piccolo contributo all’atmosfera natalizia proponendo una serie di film che non per forza parlano di Natale, ma che, in un modo o nell’altro restituiscono a chi li guarda lo stesso calore che riempie l’animo durante le passeggiate nella città illuminata, tra le musiche e gli odori dei mercatini. Un percorso che, seguendo l’insegnamento de “Il Canto di Natale”, è strutturato come un viaggio tra passato, presente e futuro, in modo da poter accontentare i gusti di tutte le tipologie di spettatore, da quelli più nostalgici ai piccoli cinefili del futuro, ed augurare nel miglior modo possibile un felice Natale a tutti quanti.

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