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Salvatore Giuliano

di Francesco Rosi, con Frank Wolff, Salvo Randone, Federico Zardi, Pietro Cammarata
Italia, 1962, 123’

Salvatore Giuliano nel secondo dopoguerra forma un esercito separatista che vuole staccare la Sicilia dal resto dell’Italia. Tiene a lungo in scacco i carabinieri, semina il terrore sull’isola e si rende protagonista di molti fatti di sangue come la strage di Portella della Ginestra, quando spara sulla manifestazione dei lavoratori per la ricorrenza del primo maggio. Nel 1950 viene ucciso. Gaspare Pisciotta, ex-luogotenente di Giuliano, che lo ha denunciato, viene assassinato in carcere.


Con Salvatore Giuliano avevo trovato un mio modo di fare cinema della realtà: porre delle domande a un pubblico che volevo partecipe e attivo, non passivo spettatore. La Sicilia e la mafia, lo Stato italiano, la Sicilia, i siciliani e la mafia, la collusione tra la mafia e alcuni personaggi delle istituzioni, della politica, delle Forze di Polizia. Domande ancora senza risposte certe, se il primo dei misteri italiani, l’uccisione di Salvatore Giuliano, e la prima strage politica, Portella della Ginestra, sono ancora in parte rimasti misteri…
— Francesco Rosi

Lunedì 16 febbraio 2015 16.30 18.30 21.00
Copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, laboratorio l’Immagine Ritrovata, in associazione con The Film Foundation.
In collaborazione con la Cineteca di Bologna

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