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Mimmo Calopresti al Cinema Ariston

Martedì 27 gennaio alle 20.30, in occasione della Giornata della memoria, sarà ospite al Cinema Ariston il regista Mimmo Calopresti per introdurre il suo documentario Volevo solo vivere. Nato a Polistena, Reggio Calabria nel 1955, dopo aver lavorato presso l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, inizia la sua attività di regista realizzando il documentario A proposito di sbavature (1985), a cui seguono altri corti, fra i quali Alla Fiat era cosi (1990), una serie di interviste fra gli operai della Mirafiori, protagonisti di quel periodo politico italiano meglio conosciuto come autunno caldo. Gia da queste interessanti esperienze, Torino sembra la cornice ideale per fissare l’occhio della sua macchina da presa, forse perche Torino è la citta del lavoro, dell’ordine, della discrezione. E proprio a Torino ambienta il suo primo film La seconda volta (1995), un’opera coraggiosa che affronta senza retorica il tema del terrorismo, di cui il cinema italiano puo contare solo pochi esempi riusciti, come Colpire al cuore (1983) di Gianni Amelio, un altro regista del sud, calabrese come lui. Seguono La parola amore esiste (1998) e Preferisco il rumore del mare (2000). Nel 2005 torna nelle sale con il documentario, Volevo solo vivere, realizzato montando le immagini dell’Archivio della Fondazione Spielberg per la Shoah e riportando la testimonianza in immagini di nove sopravvissuti di Auschvitz.


Volevo solo vivere

di Mimmo Calopresti
Italia, 2006, 75′

Nove cittadini italiani sopravvissuti alla deportazione e alla prigionia nei campi di sterminio di Auschwitz. Nove storie attraverso cui riviviamo i passi più significativi di questa allucinante esperienza: il momento dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, gli inutili tentativi di fuga, la deportazione, la separazione dalle proprie famiglie, la miracolosa sopravvivenza ad Auschwitz, la liberazione con l’arrivo dei soldati alleati. Mimmo Calopresti ha realizzato il film visionando e selezionando centinaia di testimonianze in lingua italiana custodite negli archivi dello Shoah Foundation Institute for Visual History and Education, straordinari filmati di archivio e fotografie tratte dagli album personali dei sopravvissuti.

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