medea

lunedì 4 dicembre - - 21.00

Regia di Pier Paolo Pasolini
con Maria Callas, Luigi Barbini, Giuseppe Gentile, Massimo Girotti, Laurent Terzieff, Piera Degli Esposti
Italia, 2017 – 110′

Alla ricerca del Vello d’Oro, Giasone (Giuseppe Gentile) giunge in Colchide, terra selvaggia, dove viene aiutato dalla strega Medea (Maria Callas), da tempo già innamorata di lui. Torneranno insieme a Corinto, dove metteranno al mondo due figli. Ma l’ambizione di Giasone e le differenze culturali tra Corinto e la Colchide faranno lentamente impazzire Medea.

Insieme a Edipo re (1967) e al progetto abbandonato sull’Orestiade africana, Medea è il secondo e ultimo film di Pier Paolo Pasolini dedicato alla rappresentazione delle contraddizioni dell’Occidente attraverso le tragedie dell’antica Grecia. Se nell’opera su Edipo l’inconsapevolezza della propria colpa del protagonista simboleggiava la falsa innocenza dei nuovi borghesi, il cui benessere poggia sulla sopraffazione del prossimo, e nella mancata Orestiade la trasformazione delle feroci Erinni in spirito della Democrazia rappresentavano il passaggio dallo stato tribale alla civilizzazione dell’Africa post-coloniale, con Medea Pasolini compie la stessa operazione, usando lo scontro tra la selvaggia Colchide e la razionale Corinto per parlare dell’emersione, non priva di contraddizioni, del Terzo Mondo dallo stato di natura. Questa volta, tuttavia, l’impianto simbolico è sovraccarico e finisce con lo schiacciare un film che, senza l’ingombrante apparato metaforico, non avrebbe comunque ragione d’essere. Di un’autorialità così spinta da risultare una mera esperienza visiva di taglio pittorico, dal fascino arido e selvaggio. Di grande suggestione, tuttavia, l’ambientazione, tra Cappadocia, Aleppo e Pisa. Stupenda Maria Callas. Fotografia di Ennio Guarnieri, scene di Dante Ferretti. (longtake)

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