mercoledì 20 gennaio 2016 Géza Röhrig, il protagonista de Il figlio di Saul è ospite del Cinema Ariston.
Nato a Budapest nel 1967, rimane orfano a 4 anni e, dopo alcuni anni trascorsi in un orfanotrofio, viene adottato da una famiglia ebraica. A 16 anni viene espulso da scuola per attività anticomunista, che continua fondando una band punk, gli Huckrebelly, i cui concerti vengono speso interrotti dalla polizia. Nel 1987 si trasferisce a Cracovia, dove studia letteratura polacca, quindi torna in Ungheria per seguire i corsi di regia all’Università delle Arti Teatrali e Cinematografiche, mentre come attore gira due film, Armelle di András Sólyom (1988) e Eszmélet di József Madaras (1989). Negli anni Novanta vive a Gerusalemme, quindi si sposta a New York, dove studia due anni per diventare ebreo chassidico e pubblica il suo primo libro di poesie, “Hamvasztókönyv”, a cui ne seguiranno molti altri. Dopo la laurea al Jewish Theological Seminary affianca all’attività di scrittore e poeta quella di insegnante, stabilendosi definitivamente a New York. Grazie alla sua straordinaria performance ne Il figlio di Saul ottiene ovazioni e recensioni entusiastiche in tutto il mondo. Attualmente sta lavorando al suo primo romanzo.
DOBERDOB
Un film di László Nemes. Con Géza Röhrig, Levente Molnar, Urs Rechn, Todd Charmont, Sandor Zsoter.
Ungheria 2015 – 107′

Ottobre 1944. Saul Ausländer è un ebreo ungherese deportato ad Auschwitz-Birkenau. Reclutato come sonderkommando, Saul è costretto ad assistere allo sterminio della sua gente che ‘accompagna’ nell’ultimo viaggio. Isolati dal resto del campo i sonderkommando sono assoldati per rimuovere i corpi dalle camere a gas e poi cremarli. Testimoni dell’orrore e decisi a sopravvivervi, il gruppo si prepara alla rivolta prima che una nuova lista di sonderkommando venga stilata condannandoli a morte. Perduto ai suoi pensieri e ai compagni che lo circondano, Saul riconosce nel cadavere di un ragazzino suo figlio. La sua missione adesso è quella di dare una degna sepoltura al suo ragazzo. Alla ricerca della pace e di un rabbino che reciti il Kaddish, Saul farà la sua rivoluzione.
designato come FILM DELLA CRITICA dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI
“Uno dei più sconvolgenti esordi di questo decennio. Nemes affronta il tema dell’Olocausto immergendo la grande tragedia dell’umanità in uno sguardo che privilegia il fuoricampo e il fuorifuoco, con una visione della Storia spettrale e furibonda, al tempo stesso realistica e onirica”.

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